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Il disegno di legge Stanca per l'accessibilità Articolo letto: 4653 volte

di Marco Deseri

Il 5 giugno 2003, Daniela Battisti ha presentato a Bologna il disegno di legge Stanca per l'accessibilità alle risorse informatiche.

Il disegno di legge

E' stato presentato a Bologna, nell'ambito del convegno “Accessibilità ai siti internet e democrazia digitale” il disegno di legge del Ministro per l'Innovazione e le tecnologie Lucio Stanca.

In assenza del ministro, la breve presentazione è stata tenuta dalla coordinatrice del Centro Studi del Ministero per l'Innovazione, la dottoressa Daniela Battisti. Poiché il convegno verteva sull'accessibilità dei siti Internet, non sono stati fatti riferimenti specifici ad altri campi di applicazione della legge, come per esempio quello software.

In linea generale, il disegno di legge Stanca intende favorire e garantire l'accesso dei disabili ai mezzi alla base della società dell'informazione, promuovendo le tecnologie come “fattore abilitante per il superamento delle disabilità e delle esclusioni[1]” .

Il disegno di legge pone una serie di principi e introduce degli obblighi, che riguardano le pubbliche amministrazioni, i soggetti che erogano servizi pubblici e, in misura minore, i privati.

Nel disegno di legge non sono menzionati aspetti tecnici, come le tecniche per soddisfare i requisiti di accessibilità o i paletti per stabilire cosa è accessibile e cosa no. Questi aspetti dovranno essere stabiliti da un regolamento esterno, al momento, ancora tutto da definire. La mancanza di indicazioni precise al riguardo rappresenta un grosso punto interrogativo per il disegno di legge Stanca.

Secondo la dottoressa Battisti, la formula “legge+regolamento” consentirà di mantenere il regolamento al passo con le evoluzioni della tecnologia, aggiornandolo quando serve, senza sottostare ai tempi lunghi necessari alla modifica di una legge.

Cosa prevede il disegno di legge

Dall'analisi del testo emerge che il rispetto dei requisiti di accessibilità avrà un peso variabile. Questo peso varierà a seconda del contesto, costituendo in alcuni casi un obbligo normativo, in altri un titolo preferenziale, comunque oggetto di considerazione:

  • Il rispetto dei requisiti di accessibilità è una condizione necessaria per i contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni (e dai soggetti che operano in concessione per le amministrazioni statali) per la realizzazione o la modifica di siti web. Allo stesso modo, i requisiti di accessibilità devono essere obbligatoriamente soddisfatti per ottenere finanziamenti pubblici per l'acquisto di beni e servizi informatici destinati a lavoratori disabili.
  • Il rispetto dei requisiti di accessibilità costituisce un criterio preferenziale in caso di concessione di contributi pubblici statali a soggetti privati per l'acquisto di risorse e servizi informatici.
  • Il rispetto dei requisiti di accessibilità costituisce oggetto di adeguata considerazione nella fornitura di servizi informatici.

All'interno del testo sono riconosciuti altri due aspetti fondamentali: l'obbligo di dotazione e la formazione:

  • Sia le pubbliche amministrazioni che i privati devono provvedere ai lavoratori disabili un'adeguata strumentazione harware e software.
  • Le problematiche di accessibilità e delle tecnologie assistive entrano a far parte del percorso formativo dei pubblici dipendenti.

Per ciò che riguarda i siti web, gli operatori privati non sono sottoposti ad obblighi. Hanno, però, la possibilità di auto-certificare i propri prodotti come rispondenti ai requisiti di accessibilità e di segnalarlo con strumenti ancora da definire (tra le ipotesi c'è quella, famosa, del bollino).

I problemi aperti

Attualmente, il disegno di legge presenta alcune zone d'ombra, che la dottoressa Battisti ha chiarito solo parzialmente.

Il regolamento

Tutti gli aspetti tecnici sono affidati ad un regolamento, di cui dovrà occuparsi il Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie, ma al momento restano molti punti da chiarire.

A questo proposito Battisti ha fatto alcune dichiarazioni:

  • Il regolamento sarà basato sulle linee guida del W3C in materia di accessibilità. La dottoressa Battisti ha ribadito il valore fondamentale delle linee guida del W3C e l'importanza che avranno nella redazione del regolamento (almeno per ciò che riguarda il web).
  • Non è possibile far coincidere in toto il regolamento con le linee guida del W3C. Questo per tre motivi: le linee guida sono raccomandazioni e non possono essere recepite integralmente come norme; le linee guida riconosciute ufficialmente dal W3C sono solo quelle dettate dal consorzio in lingua inglese (non avrebbe alcun valore ufficiale una traduzione italiana); il testo delle linee guida è per sua natura flessibile, ne vengono prodotte nuove versioni man mano che vengono sviluppate nuove tecnologie.
  • La stesura del regolamento sarà trasparente, il testo sarà consultabile in tutte le fasi della sua redazione.

Il bollino

Si è parlato anche del famoso “bollino” (o “trust mark” per usare un'espressione più europea). Come per tutti gli aspetti che dovranno essere definiti dal regolamento, anche per il bollino si è ancora nel campo delle ipotesi.

L'articolo 6 del disegno di legge stabilisce che i privati possono richiedere una valutazione dell'accessibilità dei loro siti o del materiale informatico da loro distribuito.

Sarà il regolamento a stabilire i requisiti di accessibilità da soddisfare e le modalità di verifica.

Senza scendere nel dettaglio, Battisti ha preannunciato che la verifica dell'accessibilità sarà effettuata con strumenti automatici, nonostante i limiti innegabili di questo sistema. Pare che non ci siano margini di cambiamento, in primo luogo perché il disegno di legge è “senza copertura finanziaria”, ovvero a costo zero. Si era parlato dell'ipotesi di affidare la validazione ad un albo, ma un provvedimento del genere è in contrasto con il processo di snellimento burocratico, ed è quindi stato accantonato.

Tempi di attuazione

Infine, poche note relative ai tempi.

Battisti ha auspicato tempi brevi, facendo notare che il disegno avrebbe dovuto essere in aula già la settimana scorsa, ma è slittato.

E' possibile che la legge venga approvata entro l'estate, oppure, al più tardi, tra settembre e ottobre 2003.



[1] Dott.ssa Daniela Battisti, dagli atti del convegno “Accessibilità ai siti internet e democrazia digitale”, Bologna 5 giugno 2003.

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